
L'articolazione temporo-mandibolare — chiamata ATM — è l'articolazione che collega la mandibola al cranio e che entra in gioco in ogni movimento della bocca: masticazione, fonazione, deglutizione. Quando questa articolazione è sovraccaricata o mal posizionata, si manifestano i cosiddetti disturbi temporo-mandibolari (DTM): dolore locale o irradiato, rumori articolari come click o scrosci, limitazione nei movimenti mandibolari.
Le cause possono essere diverse — malocclusione dentale, bruxismo, postura scorretta, stress — e spesso si combinano tra loro. Per questo la diagnosi gnatologica richiede una valutazione approfondita e strumentale, non solo clinica.
Il bruxismo è il digrignamento o serramento involontario dei denti, che avviene spesso durante il sonno senza che il paziente ne sia consapevole. Nel tempo provoca usura dello smalto dentale, fratture, sensibilità dentale aumentata e dolore muscolare. È anche una delle cause più comuni di disturbi temporo-mandibolari.
Il trattamento principale prevede la realizzazione di un bite su misura — un dispositivo occlusale rimovibile che protegge i denti dal contatto diretto durante il serramento e riequilibra la posizione mandibolare, riducendo la tensione muscolare e il carico sull'articolazione.
Una diagnosi accurata è il presupposto di qualsiasi trattamento efficace. I disturbi gnatologici hanno spesso cause multiple e interconnesse — occlusione, postura, muscolatura, stress — che non emergono dalla sola visita clinica. Per questo nello Studio Dentistico Carmen Paradiso affianchiamo all'esame clinico una valutazione strumentale oggettiva.
Utilizziamo strumentazione elettromiografica avanzata per analizzare l'attività dei muscoli masticatori in modo preciso e misurabile. L'elettromiografia registra i segnali elettrici prodotti dai muscoli durante la contrazione, permettendo di individuare squilibri muscolari, asimmetrie e disfunzioni che altrimenti resterebbero invisibili. Il risultato è una mappa funzionale dell'apparato masticatorio del paziente, sulla quale costruire un piano di trattamento mirato ed efficace.
Il bite è spesso il primo e più efficace strumento terapeutico per i DTM, ma non sempre è sufficiente da solo. Nei casi più complessi il trattamento può richiedere un approccio integrato che coinvolge anche la correzione occlusale, la fisioterapia o altre specialità. Il piano terapeutico viene definito dopo una valutazione completa della situazione clinica del paziente.
Nella grande maggioranza dei casi sì. I disturbi temporo-mandibolari rispondono bene alle terapie conservative — bite, rieducazione muscolare, correzione occlusale. Il ricorso alla chirurgia è riservato a situazioni molto specifiche e di particolare gravità, ed è sempre l'ultima opzione considerata.

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